Rete civica del Comune di Firenze
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Percorsi


Un magnifico balcone su Firenze: la collina di Piazzale Michelangelo e i suoi straordinari dintorni

Questo percorso presenta caratteristiche assolutamente straordinarie per la varietà e la densità delle testimonianze storiche, paesaggistiche, architettoniche del territorio attraversato, territorio vasto perché abbraccia tutto il versante collinare dall’Oltrarno a San Niccolò, avendo come “spina dorsale” il Viale dei Colli, la lunga, romantica e panoramica passeggiata progettata dal Poggi nell’ambito dei lavori per Firenze Capitale. A monte e a valle di questa magnifica direttrice, la zona pedecollinare e le colline in un susseguirsi di ville, parchi, giardini, chiese, mura e bastioni, fortezze, torri, piccoli borghi, poderi di campagna ancora viva e lavorata, ma anche centri di ricerca scientifica d’avanguardia, e a ogni tornante scorci panoramici diversi ed emozionanti vedute sulla città. Un viaggio attraverso la varietà e l’unicità di un territorio sorprendente e anche un viaggio nel tempo, dal Medioevo a oggi, che offre la vicinanza al centro della città e – assieme – la lontananza offerta dalla quiete quasi irreale di certe stradine a volte solitarie dove è facile perdersi nella contemplazione dell’armonia del paesaggio e nella bellezza di ciò che l’uomo ha progettato, ideato, realizzato in perfetto equilibrio con l’ambiente e con la natura.

A valle dell'Arno, lungo il fiume, tra gli alberi e verso la campagna della piana.

Questo percorso, di interesse storico, paesaggistico e ambientale, si svolge a ovest, a valle di Firenze, in riva destra e sinistra d’Arno, tra il Ponte all’Indiano e il Ponte alla Vittoria, attraversando due grandi parchi: quello – storico e monumentale – delle Cascine e quello – più recente – dell’Argingrosso, che assieme costituiscono parte fondamentale del sistema del Parco Metropolitano dell’Arno, in fase di completamento. Si può estendere - grazie ai percorsi collegati - ai borghi di Peretola, Quaracchi e Brozzi (in riva destra) e a quelli di Mantignano, Ugnano, San Bartolo a Cintoia, Santa Maria a Cintoia e le Torri in riva sinistra, snodandosi in quella che fu (e in parte tuttora è) la campagna fertile della piana, fatta di orti, frutteti, campi a seminativo, antiche case coloniche e da lavoratore: una maglia di poderi ancora estesa e leggibile, nonostante la presenza di infrastrutture “pesanti” e l’espansione edilizia più o meno recente che hanno “eroso” parte del territorio naturale. E’ un itinerario facile, completamente piano, che si sviluppa in grande misura all’interno di parchi, giardini e piste pedociclabili offrendo, a chi lo percorre, il piacere della vicinanza del fiume, con le sue pescaie, le rive popolate di alberi d’alto fusto, la sua variegata avifauna, le zone di gioco, sosta, relax, attività sportiva e ricreativa. Un percorso che ha il suo cuore nel verde e nel fiume, che a valle della città ritorna alla sua dimensione naturale e ci offre vedute di grande bellezza e serenità. E che può saldarsi, in continuità, con il bel Parco dei Renai, a Signa.

La collina di Bellosguardo: la campagna in città

Questo percorso offre la possibilità di attraversare e conoscere una delle colline d’Oltrarno più vicine al centro storico della città. Attraverso le tipiche strade strette chiuse da muri che salgono in quota sul dorso del crinale, si aprono panorami non solo bellissimi, ma anche inconsueti su Firenze. Inconsueti perché il tipo di orientamento ed esposizione del colle permettono un altro punto di vista su palazzi, monumenti, architetture, sistemi di rapporti spaziali nella città e tra la città e il suo territorio. Non a caso fu da queste alture (e precisamente da Monte Oliveto) che venne realizzata la quattrocentesca “Veduta della Catena”, prima veduta completa della Firenze di Lorenzo il Magnifico, disegnata da Francesco Rosselli nel 1472. Un percorso che, oltre ai panorami, presenta aspetti paesaggistici, storici e monumentali notevoli, disseminato com’è di torri e castelli, ville circondate da parchi e giardini (dove hanno soggiornato tra l’altro grandi personalità di ogni tempo: Galileo Galilei, Ugo Foscolo, Giuseppe Garibaldi tra gli italiani; Florence Nightingale, Henry James, Robert Browning ed Elizabeth Barrett Browning, Violet Trefusis tra gli angloamericani che tanto hanno amato questa collina), case rurali, zone agrarie ancora coltivate a olivi, campi e poderi frammisti a cipressi, querce e roverelle. Paesaggio agrario e architettonico che riassume il perfetto equilibrio e l’armonia che fanno di Firenze una delle città più apprezzate del mondo.

Tra pianura e collina: Castello e le ville Medicee

Questo percorso presenta aspetti di assoluto interesse storico, artistico e paesaggistico, in cui spiccano per bellezza, importanza, monumentalità le ville suburbane di svago e delizia: quelle medicee di Castello e Petraia, con i loro meravigliosi giardini all’italiana (non solo natura adattata alla geometria prospettica del verde, ma programma metaforico e simbolico del potere e del prestigio del Principe) e quelle che furono dei Medici, come Villa Corsini, ma anche Villa La Quiete alle Montalve (anch’essa appartenuta ai Medici) dove, dal 1724, risiedette Anna Maria Luisa de’ Medici, elettrice Palatina, ultima discendente della famiglia. Questa zona, in parte arrampicata sulla collina di Quarto, deve il suo nome all’antico borgo di origine etrusca e romana (Castellum, cioè cisterna, serbatoio d’acqua) su cui passava l’acquedotto fatto costruire dal senatore Marco Opelio Macrino (164-218) e col quale venivano distribuite le acque verso Firenze. Terra elettiva per l’otium e la delizia dei Medici, teatro di eventi fondamentali nella vita della famiglia, oggi la zona preserva, pur assediata a valle dallo sviluppo urbanistico, una sua precisa e straordinaria memoria storica fatta, anche, di strade e viuzze murate a racchiudere porzioni di campagna, antiche case contadine, olivete e poderi, testimonianza di un passato a vocazione agricola basato sull’organizzazione mezzadrile, di cui la viabilità dal carattere spiccatamente rurale è segno tangibile.

Tra il parco del Mensola e le colline di Settignano

Questo percorso presenta aspetti di grande interesse naturalistico, paesaggistico, storico monumentale, panoramico, offrendo un quadro variegato su uno dei territori più belli (e più decantati) dei dintorni di Firenze nel quadrante nord-est, quello compreso tra il Parco del Mensola (fiume che nasce a Fiesole e sbocca in Arno all’altezza di Rovezzano) e la collina di Settignano. Si tratta in prevalenza di una Area Naturale Protetta di Interesse Locale (ANPIL), caratterizzata dal tipico paesaggio toscano dove i boschi, specie di latifoglie e conifere, si alternano alla vegetazione riparia e di filare, a parchi, giardini e ad aree agricole, in cui spiccano la vite e l’olivo e in cui è imponente la presenza dei cipressi, dei pini e delle querce. Lungo il percorso bellissime ville storiche circondate da giardini monumentali (straordinario il Giardino della Villa di Gamberaia, uno dei più bei parchi d’Italia), antiche case di campagna , pievi ed oratori, il piccolo borgo di Corbignano e poi Settignano, che domina la collina. Zone di nascita, residenza o soggiorno non solo di grandi artisti italiani, soprattutto scultori e architetti del Rinascimento: Desiderio da Settignano, Bernardo e Antonio Rossellino, Luca Fancelli, Bartolomeo Ammannati, Michelangelo (le vicine cave di pietra serena di Maiano e Trassinaia ne sono una delle principali ragioni), ma anche di poeti, scrittori e intellettuali italiani, inglesi, americani e di altre nazionalità (da Boccaccio a Gabriele D’Annunzio, da Niccolò Tommaseo a Leigh Hunt, Mark Twain, Charles Armitage Brown, Bernard Berenson - la cui Villa - I Tatti, è oggi sede della Harvard University, prestigioso centro di storia del Rinascimento italiano), attratti dal paesaggio dolce, silenzioso, bello, speciale per l’otium, il lavoro intellettuale e la meditazione.

Le colline del Galluzzo di Pozzolatico e Due Strade

Un territorio di confine e raccordo, prolungamento di Firenze verso sud, incrocio straordinario di comunità o comuni diversi: Firenze, Scandicci, Bagno a Ripoli e Impruneta. Territorio di due fiumi: l’Ema e la Greve. E di tre importanti e storici assi stradali: le Vie Senese e Cassia (per Siena e, quindi, per Roma) e la via Volterrana (per Volterra). Alla confluenza di territori litologici diversi: dalla “pietra forte” di Monteripaldi (l’arenaria ricca di calce, un tempo fondamentale per realizzare i “lastrici” stradali, perché più resistente all’usura degli agenti atmosferici della pietra serena fiesolana e settignanese) al galestrino (o gabbreto o terreno focajolo, buono per la terracotta e buono, se ben concimato, per l’agricoltura) dei poggi imprunetini. Insomma un bellissimo territorio proteso tra Firenze e la mirabile area meridionale, impreziosito da “case da signore”, ville, giardini e poderi disseminati nell’arco delle colline. Una storia importante, quella del Galluzzo. Da piccolo borgo tardo- duecentesco a sede della omonima Lega (nel 1415 fu “podesteria” dalla quale dipendevano Casellina e Ponte a Greve oggi a Scandicci, Bagno a Ripoli, i Colli fiorentini di Arcetri, San Leonardo e San Felice, San Casciano, Greve in Chianti e Impruneta) e fino al 1929 Comune autonomo. Rimane, a ricordo di questo suo passato, l’antico Palazzo del Podestà nell’omonima Via. La memoria storica vive nel reticolo viario urbano ed extraurbano, negli antichi tracciati di collegamento, nella straordinaria commistione tra natura e architettura, campagna e dimore storiche, ville e case contadine, chiese e monasteri e la grandiosa Certosa sul bel poggio di Montacuto, uno dei capolavori assoluti di questo territorio.

A monte dell'Arno, lungo il fiume e tra gli alberi

Questo percorso, di interesse ambientale e paesaggistico, si svolge a est, in riva sinistra e destra d’Arno, tra il Ponte San Niccolò - ai piedi del Viale dei Colli - e oltre il Ponte di Varlungo (primo dei ponti a monte di Firenze) sino a Sant’Andrea a Rovezzano, in riva destra, attraverso giardini e parchi sulle due sponde del fiume. Questo breve e suggestivo tratto di pianura, compreso tra il fiume e le colline, incorniciato a nord-est dai vicini poggi di Fiesole (295 mt. s.l.m.) e Settignano (175 metri s.l.m.) e a nord dalle alture dell’Incontro (557 metri s.l.m.) e di Monte Pilli (360 metri s.l.m) offre, a monte, meravigliose viste sulle colline punteggiate di ville e, a valle, notevoli scorci sulla parte storico-monumentale del centro di Firenze. Questa porzione di territorio, un tempo esterna all’antico centro murato della città, era la piana fertile di Firenze, il suo “pomario”, “giardino delizioso e fiorito”, reso fruttuoso dai depositi alluvionali sedimentati dal fiume. Qui l’Arno si sdoppiava in diversi rami (i bisarni), formava isole di sabbia e ghiaia (i renai) e stagni paludosi (le lame) e nella zona i toponimi delle strade (Via delle Lame e via del Bisarno) testimoniano di questa sua caratteristica. Il fiume, in questo tratto, mostra il suo aspetto via via meno antropizzato e più naturale e ci porta verso i mulini, le gualchiere, i poderi, gli orti e le ville di svago e delizia suburbane, attraverso un percorso che può proseguire, pieno di fascino in tutte le stagioni, sino alle Gualchiere del Girone, nel Comune di Fiesole.


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